Domande frequenti

  1. Quali sono le possibili applicazioni per cavi in silicone ed in resine fluorocarboniche?
  2. I cavi al silicone e teflon possono essere utilizzati sia per "posa fissa" che per "posa mobile"?
  3. I cavi CET resistono a tutte le sostanze chimiche?
  4. Quando si parla di resistenza alla temperatura, si intende "continua" oppure a "picchi"?
  5. Quali sono le sezioni più grosse che CET può produrre? E quali quelle più piccole?
  6. Per quanto riguarda il colore dell'isolante, si possono produrre tutti i colori?
  7. Qual'è la differenza tra cavi "antilacerazione" ed "antistrappo"?
  8. Qual'è la differenza tra cavi "a marchio" e "non a marchio"?
  9. Qual è la differenza tra cavi "standard" e cavi "speciali"?
  10. E' possibile ottenere una omologazione non presente a catalogo? Se si, in quanto tempo?
  11. Qual è la differenza tra la scelta di un conduttore in "rame rosso, stagnato, nichelato, nichel puro, argentato"?
  12. Quando scegliere un cavo "schermato" piuttosto che "armato"?
  13. Qual'è il quantitativo minimo per ordine?
  14. Quali sono i tempi medi di consegna di un cavo "unipolare" e "multipolare"?

1. Quali sono le possibili applicazioni per i cavi al silicone e per quelli in resine fluorocarboniche?
Cavi isolati in silicone
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Le peculiari caratteristiche e proprietà dell'elastomero siliconico permettono, ai cavi elettrici isolati in silicone, un campo d'impiego molto vasto e soprattutto un'elevata performance in un ampio range di temperatura (da -60°C a +180°C, fino a 250°C). Le destinazioni d'uso, quindi, sono numerose e diversificate:

  • Alimentazione per apparecchi illuminanti;
  • Cablaggio per motori elettrici di classe B-F-H;
  • Accensione per bruciatori, caldaie e piani di cottura;
  • Alimentazione continua di forni e resistenze;
  • Cablaggio settore automotive;
  • Cablaggio settore della trazione ferroviaria.

Cavi isolati in resine fluorocarboniche.
Dirette discendenti del politetrafluoroetilene (PTFE), le resine fluorocarboniche (ETFE, FEP, MFA, PFA) pur avendo caratteristiche diverse di resistenza termica, presentano analoghe proprietà di resistenza meccanica e chimica. Innanzi tutto si deve sottolineare che i cavi isolati con resina fluorocarbonica hanno, solitamente, dimensioni ridotte rispetto alla maggior parte dei cavi elettrici isolati con altri materiali (a parità di condizioni di funzionamento). Questa caratteristica è resa possibile dall'elevata costante di rigidità dielettrica che contraddistingue questa tipologia di isolanti. Di conseguenza, presentando una resistenza meccanica molto elevata ed una compatibilità ottima con tutte le sostanze chimiche, nonché dimensioni solitamente ridotte, tali cavi trovano applicazioni le più svariate: dal settore degli apparecchi illuminanti a quello degli elettrodomestici, dal settore informatico a quello aerospaziale ed in genere per qualsiasi tipo di applicazione sia essa civile o militare
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2. I cavi al silicone e teflon possono essere utilizzati sia per "posa fissa" che per "posa mobile"?
I cavi isolati con gomma di silicone sono adatti esclusivamente ad un impiego statico. Questa limitazione dipende sostanzialmente alla ridotta resistenza meccanica offerta dall'elastomero siliconico. Il cavo isolato in gomma di silicone, infatti, è facilmente lacerabile e quindi non adatto ad applicazioni in posa mobile e a movimentazioni spinte durante la posa in opera. Al contrario, i cavi isolati con resina fluorocarbonica sono adatti sia per posa fissa sia per posa mobile.

3. I cavi CET resistono a tutte le sostanze chimiche?
Risposta affermativa può essere data nel caso dei cavi isolati con resine fluorocarboniche; non altrettanto si può dire per i cavi isolati in silicone, perciò Vi suggeriamo di chiedere indicazioni specifiche all'ufficio tecnico di CET ELETRIC secondo il tipo di contatto con agenti e sostanze chimiche cui il cavo sarà sottoposto.

4. Quando si parla di resistenza alla temperatura, si intende "continua" oppure a "picchi"?
Quando si parla di resistenza alla temperatura si fa sempre riferimento alla temperatura massima d'esercizio del cavo; differentemente, se si intende una resistenza ad un picco di temperatura questo viene esplicitamente indicato e differenziato dal valore di esercizio.

5. Quali sono le sezioni più grosse che CET può produrre? E quali quelle più piccole?
Anche in questo caso si deve fare una distinzione tra produzione di cavi in silicone e produzione di cavi in resina fluoro carbonica. Nel caso della produzione siliconica la sezione più piccola corrisponde ad un 26AWG (pari a 0.14 mm2), mentre la sezione più grande è la 300 mm2. Nel fronte della produzione dei cavi con isolante fluoro carbonico, la sezione più piccola corrisponde a 30AWG (pari a 0.05 mm2); mentre la sezione più grande è la 6.00 mm2. In quest'ultimo caso si deve, però, fare un distinguo per ciò che concerne la produzione di cavi isolati in PTFE; infatti, trattandosi di una produzione che avviene per nastratura dell'isolante e non per estrusione, ferma restando la sezione massima, la sezione più piccola è la 24AWG (pari a 0.22 mm2). A causa del tiro imposto dal nastro di PTFE al conduttore, una sezione inferiore alla 24 AWG potrebbe rompersi durante la fase di nastratura.

6. Per quanto riguarda il colore dell'isolante, si possono produrre tutti i colori?
Nel caso della produzione dei cavi isolati in gomma di silicone non ci sono problemi per la produzione di tutti i colori e bicolori, nel caso delle resine fluorocarboniche i bicolori non sono eseguibili, eccezion fatta per il giallo-verde.

7. Qual è la differenza tra cavi "antilacerazione" ed "antistrappo"?
La differenza è già insita nelle due definizioni: un'isolante si definisce antistrappo quando presenta elevata resistenza meccanica longitudinale (resiste agli sforzi di trazione, cioè agli strappi); al contrario, nel caso dell'antilacerazione, l'isolante presenta un'elevata resistenza agli sforzi trasversali, tipici del taglio o dell'abrasione dovuta a sfregamento con parti acuminate (quali spigoli vivi). Un cavo con caratteristiche di antilacerazione è sicuramente anche antistrappo; mentre non è vero il contrario. Per i cavi isolati in silicone ha un senso la differenza suesposta; differentemente, per i cavi in resina fluorocarbonica non si presenta questo tipo di problema, poiché hanno caratteristiche meccaniche così elevate da essere esclusivamente paragonabili a cavi antilacerazione.

8. Qual'è la differenza tra cavi "a marchio" e cavi "non a marchio"?
Tutti i cavi devono seguire determinate normative per garantire la funzionalità corretta in relazione alle condizioni d'esercizio per cui sono stati dimensionati; tuttavia, pur essendo costruiti seguendo precisi dettami normativi, non riportano alcun tipo di marchio. Vi sono cavi, invece, identificati con riconoscimenti rilasciati da enti di certificazione, perché sono stati costruiti rispettando le direttive indicate dagli stessi enti in merito a determinate condizioni di esercizio (Tensione, temperatura, tipo di applicazione, ecc.) e soprattutto, testati dagli stessi laboratori di certificazione per verificarne la rispondenza all'esercizio per cui sono stati costruiti. Chiaramente il cavo a marchio, a parità di esercizio, rispetto ad uno non a marchio presenta un grado di qualità sicuramente superiore e perciò preferibile per assicurare uno standard qualitativo elevato all'applicazione finale nel quale il cavo viene utilizzato (lampada, piano di cottura, forno, ecc.)

9. Qual'è la differenza tra cavi "standard" e cavi "speciali"?
Il prodotto standard è costruito per soddisfare condizioni di esercizio che sono comuni ad un buon numero di applicazioni. Il prodotto speciale, differentemente, viene costruito per soddisfare un tipo particolare di esercizio, caratterizzato da condizioni di funzionamento non facilmente ritrovabili in altre tipologie di applicazione. Molto spesso il cavo speciale viene costruito su specifiche tecniche e/o campionatura del cliente.


10. E' possibile ottenere una omologazione non presente a catalogo? Se si, in quanto tempo?
Una nuova omologazione comporta, nella maggior parte dei casi, costi onerosi, sia dal punto di vista produttivo che da quello strettamente connesso alla pratica di omologazione. Quindi, laddove il volume di mercato sia sufficiente per motivare questo tipo di spese, la nuova omologazione viene sicuramente intrapresa ed ottenuta. Per quanto riguarda la tempistica, questa è una variabile legata a molteplici fattori, non ultimo la disponibilità dei laboratori di prova, dell'ente di certificazione in questione. Generalmente una pratica di omologazione ha un tempo di vita (dalla richiesta al raggiungimento della certificazione) che non supera i tre mesi.

11. Qual'è la differenza tra la scelta di un "conduttore in rame rosso, stagnato, argentato, nichelato o nichel puro"?
La differenza è sostanzialmente connessa alle differenti proprietà termiche dei materiali conduttori in questione. I materiali conduttori presentano una resistenza elettrica che è una caratteristica propria ed è direttamente proporzionale alla temperatura. Quindi la scelta del tipo di materiale è legata proprio alla temperatura d'esercizio dell'applicazione cui deve sottostare il cavo. Sinteticamente si può fare questa distinzione:
  • RAME ROSSO fino a 150 °C;
  • RAME STAGNATO fino a 220 °C;
  • RAME ARGENTATO E RAME NICHELATO fino a 260 °C;
  • NICHEL PURO per temperature superiori a 260 °C.

12. Quando si sceglie un cavo "schermato" piuttosto che "armato"?
La schermatura viene utilizzata per ridurre eventuali interferenze elettromagnetiche, dovute al passaggio della corrente attraverso il conduttore, quando il cavo è situato in prossimità di circuiti elettronici. Infatti, la corrente genera, durante il suo passaggio, un campo elettromagnetico che può interferire con apparecchiature elettroniche. La presenza della schermatura permette di ridurre tali fenomeni; infatti, quando le onde elettromagnetiche si propagano dal conduttore verso lo spazio esterno, incontrano la schermatura, nella quale vengono indotte delle correnti, frutto della forza elettromotrice originata dalle onde stesse. Così facendo l'effetto elettromagnetico si esaurisce sulla barriera offerta dalla calza di rame. L'armatura, ottenuta con una calza di acciaio, ha soltanto il compito di proteggere il cavo siliconico (per sua natura abbastanza fragile) da eventuali contatti pesanti che potrebbero comprometterne l'integrità e quindi il funzionamento.

13. Qual'è il quantitativo minimo per ordine?
Il quantitativo minimo dipende dal tipo di cavo, conseguentemente è consigliabile richiedere questo tipo di informazione direttamente in fase di richiesta di offerta.

14. Qual'è il tempo medio di consegna di un cavo "unipolare" e "multipolare"?
Nel caso si tratti di cavi standard, si va dalle due o tre settimane per quello uni-polare, mentre si deve aggiungere una settimana in più per quello multipolare. Nel caso in cui i cavi in questione siano speciali, allora il tempo medio dipende dal tipo di lavorazioni che devono essere eseguite. Per esempio, il tempo medio per un multipolare schermato va dalle cinque alle sei settimane. Tuttavia, questo tipo di informazioni sono suscettibili di variazione a seconda delle necessità di produzione. Quindi, anche in questo caso, è consigliabile reperire informazioni direttamente dall'ufficio commerciale CET ELETRIC.
 
 
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