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Domande frequenti
-
Quali sono le possibili applicazioni per cavi in silicone ed in
resine fluorocarboniche?
- I
cavi al silicone e teflon possono essere utilizzati sia per "posa
fissa" che per "posa mobile"?
- I
cavi CET resistono a tutte le sostanze chimiche?
-
Quando si parla di resistenza alla temperatura, si intende "continua"
oppure a "picchi"?
- Quali
sono le sezioni più grosse che CET può produrre?
E quali quelle più piccole?
- Per
quanto riguarda il colore dell'isolante, si possono produrre tutti
i colori?
-
Qual'è la differenza tra cavi "antilacerazione"
ed "antistrappo"?
-
Qual'è la differenza tra cavi "a marchio" e "non
a marchio"?
-
Qual è la differenza tra cavi "standard" e cavi
"speciali"?
- E'
possibile ottenere una omologazione non presente a catalogo? Se
si, in quanto tempo?
-
Qual è la differenza tra la scelta di un conduttore in
"rame rosso, stagnato, nichelato, nichel puro, argentato"?
-
Quando scegliere un cavo "schermato" piuttosto che "armato"?
- Qual'è
il quantitativo minimo per ordine?
- Quali sono i tempi medi di consegna
di un cavo "unipolare" e "multipolare"?
- L'imballo è gratuito?
1.
Quali sono le possibili applicazioni per i cavi al silicone e per
quelli in resine fluorocarboniche?
Cavi isolati in silicone
.
Le peculiari caratteristiche e proprietà dell'elastomero
siliconico permettono, ai cavi elettrici isolati in silicone, un
campo d'impiego molto vasto e soprattutto un'elevata performance
in un ampio range di temperatura (da -60°C a +180°C, fino
a 250°C). Le destinazioni d'uso, quindi, sono numerose e diversificate:
- Alimentazione per apparecchi illuminanti;
- Cablaggio per motori elettrici di classe B-F-H;
- Accensione per bruciatori, caldaie e piani di cottura;
- Alimentazione continua di forni e resistenze;
- Cablaggio settore automotive;
- Cablaggio settore della trazione ferroviaria.
Cavi isolati
in resine fluorocarboniche.
Dirette discendenti del politetrafluoroetilene (PTFE), le resine
fluorocarboniche (ETFE, FEP, MFA, PFA) pur avendo caratteristiche
diverse di resistenza termica, presentano analoghe proprietà
di resistenza meccanica e chimica. Innanzi tutto si deve sottolineare
che i cavi isolati con resina fluorocarbonica hanno, solitamente,
dimensioni ridotte rispetto alla maggior parte dei cavi elettrici
isolati con altri materiali (a parità di condizioni di funzionamento).
Questa caratteristica è resa possibile dall'elevata costante
di rigidità dielettrica che contraddistingue questa tipologia
di isolanti. Di conseguenza, presentando una resistenza meccanica
molto elevata ed una compatibilità ottima con tutte le sostanze
chimiche, nonché dimensioni solitamente ridotte, tali cavi
trovano applicazioni le più svariate: dal settore degli apparecchi
illuminanti a quello degli elettrodomestici, dal settore informatico
a quello aerospaziale ed in genere per qualsiasi tipo di applicazione
sia essa civile o militare.
2.
I cavi al silicone e teflon possono essere utilizzati sia per "posa
fissa" che per "posa mobile"?
I cavi isolati con gomma di silicone sono adatti esclusivamente ad
un impiego statico. Questa limitazione dipende sostanzialmente alla
ridotta resistenza meccanica offerta dall'elastomero siliconico. Il
cavo isolato in gomma di silicone, infatti, è facilmente lacerabile
e quindi non adatto ad applicazioni in posa mobile e a movimentazioni
spinte durante la posa in opera. Al contrario, i cavi isolati con
resina fluorocarbonica sono adatti sia per posa fissa sia per posa
mobile.
3.
I cavi CET resistono a tutte le sostanze chimiche?
Risposta affermativa può essere data nel caso dei cavi isolati
con resine fluorocarboniche; non altrettanto si può dire per
i cavi isolati in silicone, perciò Vi suggeriamo di chiedere
indicazioni specifiche all'ufficio tecnico di CET ELETRIC secondo
il tipo di contatto con agenti e sostanze chimiche cui il cavo sarà
sottoposto.
4.
Quando si parla di resistenza alla temperatura, si intende "continua"
oppure a "picchi"?
Quando si parla di resistenza alla temperatura si fa sempre riferimento
alla temperatura massima d'esercizio del cavo; differentemente, se
si intende una resistenza ad un picco di temperatura questo viene
esplicitamente indicato e differenziato dal valore di esercizio.
5.
Quali sono le sezioni più grosse che CET può produrre?
E quali quelle più piccole?
Anche in questo caso si deve fare una distinzione tra produzione di
cavi in silicone e produzione di cavi in resina fluoro carbonica.
Nel caso della produzione siliconica la sezione più piccola
corrisponde ad un 26AWG (pari a 0.14 mm2), mentre la sezione
più grande è la 300 mm2. Nel fronte della
produzione dei cavi con isolante fluoro carbonico, la sezione più
piccola corrisponde a 30AWG (pari a 0.05 mm2); mentre la
sezione più grande è la 6.00 mm2. In quest'ultimo
caso si deve, però, fare un distinguo per ciò che concerne
la produzione di cavi isolati in PTFE; infatti, trattandosi di una
produzione che avviene per nastratura dell'isolante e non per estrusione,
ferma restando la sezione massima, la sezione più piccola è
la 24AWG (pari a 0.22 mm2). A causa del tiro imposto dal
nastro di PTFE al conduttore, una sezione inferiore alla 24 AWG potrebbe
rompersi durante la fase di nastratura.
6.
Per quanto riguarda il colore dell'isolante, si possono produrre tutti
i colori?
Nel caso della produzione dei cavi isolati in gomma di silicone non
ci sono problemi per la produzione di tutti i colori e bicolori, nel
caso delle resine fluorocarboniche i bicolori non sono eseguibili,
eccezion fatta per il giallo-verde.
7.
Qual è la differenza tra cavi "antilacerazione" ed
"antistrappo"?
La differenza è già insita nelle due definizioni: un'isolante
si definisce antistrappo quando presenta elevata resistenza meccanica
longitudinale (resiste agli sforzi di trazione, cioè agli strappi);
al contrario, nel caso dell'antilacerazione, l'isolante presenta un'elevata
resistenza agli sforzi trasversali, tipici del taglio o dell'abrasione
dovuta a sfregamento con parti acuminate (quali spigoli vivi). Un
cavo con caratteristiche di antilacerazione è sicuramente anche
antistrappo; mentre non è vero il contrario. Per i cavi isolati
in silicone ha un senso la differenza suesposta; differentemente,
per i cavi in resina fluorocarbonica non si presenta questo tipo di
problema, poiché hanno caratteristiche meccaniche così
elevate da essere esclusivamente paragonabili a cavi antilacerazione.
8.
Qual'è la differenza tra cavi "a marchio" e cavi
"non a marchio"?
Tutti i cavi devono seguire determinate normative per garantire la
funzionalità corretta in relazione alle condizioni d'esercizio
per cui sono stati dimensionati; tuttavia, pur essendo costruiti seguendo
precisi dettami normativi, non riportano alcun tipo di marchio. Vi
sono cavi, invece, identificati con riconoscimenti rilasciati da enti
di certificazione, perché sono stati costruiti rispettando
le direttive indicate dagli stessi enti in merito a determinate condizioni
di esercizio (Tensione, temperatura, tipo di applicazione, ecc.) e
soprattutto, testati dagli stessi laboratori di certificazione per
verificarne la rispondenza all'esercizio per cui sono stati costruiti.
Chiaramente il cavo a marchio, a parità di esercizio, rispetto
ad uno non a marchio presenta un grado di qualità sicuramente
superiore e perciò preferibile per assicurare uno standard
qualitativo elevato all'applicazione finale nel quale il cavo viene
utilizzato (lampada, piano di cottura, forno, ecc.)
9.
Qual'è la differenza tra cavi "standard" e cavi "speciali"?
Il prodotto standard è costruito per soddisfare condizioni
di esercizio che sono comuni ad un buon numero di applicazioni. Il
prodotto speciale, differentemente, viene costruito per soddisfare
un tipo particolare di esercizio, caratterizzato da condizioni di
funzionamento non facilmente ritrovabili in altre tipologie di applicazione.
Molto spesso il cavo speciale viene costruito su specifiche tecniche
e/o campionatura del cliente.
10.
E' possibile ottenere una omologazione non presente a catalogo? Se
si, in quanto tempo?
Una nuova omologazione comporta, nella maggior parte dei casi, costi
onerosi, sia dal punto di vista produttivo che da quello strettamente
connesso alla pratica di omologazione. Quindi, laddove il volume di
mercato sia sufficiente per motivare questo tipo di spese, la nuova
omologazione viene sicuramente intrapresa ed ottenuta. Per quanto
riguarda la tempistica, questa è una variabile legata a molteplici
fattori, non ultimo la disponibilità dei laboratori di prova,
dell'ente di certificazione in questione. Generalmente una pratica
di omologazione ha un tempo di vita (dalla richiesta al raggiungimento
della certificazione) che non supera i tre mesi.
11.
Qual'è la differenza tra la scelta di un "conduttore in
rame rosso, stagnato, argentato, nichelato o nichel puro"?
La differenza è sostanzialmente connessa alle differenti proprietà
termiche dei materiali conduttori in questione. I materiali conduttori
presentano una resistenza elettrica che è una caratteristica
propria ed è direttamente proporzionale alla temperatura. Quindi
la scelta del tipo di materiale è legata proprio alla temperatura
d'esercizio dell'applicazione cui deve sottostare il cavo. Sinteticamente
si può fare questa distinzione:
- RAME ROSSO fino a 150 °C;
- RAME STAGNATO fino a 220 °C;
- RAME ARGENTATO E RAME NICHELATO fino a 260 °C;
- NICHEL PURO per temperature superiori a 260 °C.
12.
Quando si sceglie un cavo "schermato" piuttosto che "armato"?
La schermatura viene utilizzata per ridurre eventuali interferenze
elettromagnetiche, dovute al passaggio della corrente attraverso il
conduttore, quando il cavo è situato in prossimità di
circuiti elettronici. Infatti, la corrente genera, durante il suo
passaggio, un campo elettromagnetico che può interferire con
apparecchiature elettroniche. La presenza della schermatura permette
di ridurre tali fenomeni; infatti, quando le onde elettromagnetiche
si propagano dal conduttore verso lo spazio esterno, incontrano la
schermatura, nella quale vengono indotte delle correnti, frutto della
forza elettromotrice originata dalle onde stesse. Così facendo
l'effetto elettromagnetico si esaurisce sulla barriera offerta dalla
calza di rame. L'armatura, ottenuta con una calza di acciaio, ha soltanto
il compito di proteggere il cavo siliconico (per sua natura abbastanza
fragile) da eventuali contatti pesanti che potrebbero comprometterne
l'integrità e quindi il funzionamento.
13.
Qual'è il quantitativo minimo per ordine?
Il quantitativo minimo dipende dal tipo di cavo, conseguentemente
è consigliabile richiedere questo tipo di informazione direttamente
in fase di richiesta di offerta.
14.
Qual'è il tempo medio di consegna di un cavo "unipolare"
e "multipolare"?
Nel caso si tratti di cavi standard, si va dalle due o tre settimane
per quello uni-polare, mentre si deve aggiungere una settimana in
più per quello multipolare. Nel caso in cui i cavi in questione
siano speciali, allora il tempo medio dipende dal tipo di lavorazioni
che devono essere eseguite. Per esempio, il tempo medio per un multipolare
schermato va dalle cinque alle sei settimane. Tuttavia, questo tipo
di informazioni sono suscettibili di variazione a seconda delle necessità
di produzione. Quindi, anche in questo caso, è consigliabile
reperire informazioni direttamente dall'ufficio commerciale CET ELETRIC.
15.L'imballo è gratuito?
Si, l'imballo è sempre incluso nel prezzo |